Daniele Cacciuolo, classe 1991, non è semplicemente figlio d’arte. Nella sua famiglia, come ama ripetere, sono più i pizzaioli che gli esseri umani. Una tradizione che ha contagiato tutti. I suoi genitori hanno infatti avviato un’attività a Napoli nel 1991, anno della sua nascita, e in quel locale ci hanno lavorato tutti a partire suo nonno, suo padre, i suoi genitori, i suoi zii. In quella pizzeria si sono formati generazioni di pizzaioli. Daniele ha imparato tutto da suo padre, che ritiene essere il suo maestro. Gli ha insegnato tutto: gli impasti, le stesure e la cottura della pizza che rigorosamente vuole alte temperature in un forno a legna.

Il loro metodo di lavorazione prevede un impasto nato da studi e studi per poter servire i suoi clienti una pizza dallalta digeribilità e soprattutto un prodotto di qualità con ingredienti classici napoletani e lievitazione minima di 24 ore.

Aveva solo 10 anni quando correva su e giù per i tavoli del locale di suo padre. Tanta voglia di fare e di imparare presto quello che tutti in quella pizzeria sapevano fare: larte del mestiere di pizzaiolo.

Questa passione in casa Cacciuolo è stata tramandata di generazione in generazione.
Ma di corsi di pizzaiolo Daniele non ne ha fatti. Ha imparato sul campo, con il sudore della fronte. Non ha mai amato studiare. Preferiva andare in pizzeria a guardare suo padre stendere la pizza piuttosto che a scuola e così in breve tempo ha avuto le spalle abbastanza larghe da cavarsela da solo. Ha così aperto una pizzeria in Sicilia esattamente a Gela, il suo nome Bella Napoli, in onore della sua città natale . Con lui lavorano di stagione in stagione circa 8 persone e sfornano circa 1000 pizze settimanali. Ha un suo cavallo di battaglia, Daniele, la classica verace napoletana ovvero condita con pomodoro San Marzano e una buona mozzarella di bufala di Battipaglia olio d’oliva e basilico. Come ogni buon titolare è il primo a lavorare e quindi nella sua pizzeria è lui che impasta e stende e sforna tutte le pizze in prima persona, solo così ha potuto maturare una tale esperienza e una tale abilità da riuscire a classificarsi secondo al Trofeo internazionale di Segni nella categoria pizza classica nellottobre del 2017. Un bel risultato per un ragazzo così giovane eppure di esperienza. Daniele ne ha fatta tanta, nonostante l’età. Determinato e esigente prima di tutto con se stesso, Daniele ha imparato in fretta. Eanche un tipo ambizioso Daniele per cui sogna un futuro sempre pieno di soddisfazioni.

A suo padre che gli ha insegnato i primi rudimenti dell’arte del pizzaiolo sarà sempre grato ma è alla sua voglia di fare e alla sua capacità di imparare che deve tutto. Deve ringraziare l’impegno che ci ha messo e la passione con la quale svolge questo lavoro. Ai giovani, infatti, suggerisce di cimentarsi in questo lavoro solo ed esclusivamente se lo si ama perché è un lavoro impegnativo e duro certe volte ma che s’è fatto con passione dà grandi soddisfazioni. A Gela la sua pizza è conosciutissima come la pizza del napoletano che già nel nome è una garanzia. Euna pizza schietta e sincera, appunto come la si mangia a Napoli, morbida e ben condita, ma senza esagerare. Questo ragazzo è abituato a fare tanta strada in fretta, chissà dove sarà tra 10 anni