Giovanni Gabugliese , classe 1966, è una persona molto umile e disponibile, attento e determinato. Ha sempre voglia di imparare e crescere. Lentusiasmo e la passione sono gli ingredienti principali di tutto quello che fa.

La sua passione per le farine nasce alletà di 10 anni quando suo padre che, per professione faceva il panettiere, decide di comprare un panificio. Giovanni osserva tutto quello che fa e suo padre, notandolo, lo invita ad imparare i vari impasti. Per 10 anni ha lavorato con lui e i suoi fratelli. Lamore per la pizza nasce invece, quando al militare incontra un collega napoletano figlio di un pizzaiolo che, nelle ore di permesso lo portava con lui nella sua pizzeria di famiglia e gli insegnava a stendere la pizza con la tecnica napoletana ed i vari impasti. Tornato a Reggio ha fatto della sua passione il suo lavoro. Principalmente la sua formazione è stata quindi da autodidatta, non ha fatto alcuna scuola se non quella dellesperienza sul campo. Suo padre era panettiere, ma è lui che ancora oggi considera il suo unico maestro. Perché gli ha fatto conoscere la materia prima (la farina) ed ha creduto in lui, facendo sì che con le sue gambe percorresse la sua strada, proprio come deve fare un bravo insegnante. La sua pizza è una pizza con impasto diretto maturata naturalmente con 48 ore di maturazione e 5 ore di lievitazione. Lavora la pizza stendendola a mano con la tecnica napoletana, ma a differenza della pizza napoletana la sua, viene cotta in forno a legna a 360° per non perdere la fragranza. Per il tipo di impasto che prepara, a lunga lievitazione e maturazione preferisce usare una farina con w alto 360 circa. Ogni collega che ha incontrato nella sua strada gli ha lasciato qualcosa da cui ha tratto insegnamento. Ma riconosce con molta stima che per la pizza artistica ad ispirarlo è stato un suo carissimo amico pizzaiolo Giorgio Riggio, autore delle prime opere darte in pasta di pizza che ha visto e grazie al quale ha capito che poteva far coincidere le sue due grandi passioni larte e la farina!

Ha partecipato a diversi concorsi internazionali, mondiali e nazionali, ha vinto vari titoli sia di pizza classica che di pizza artistica ma anche di pizza acrobatica. Entusiasmo, umiltà e voglia di crescere e non sentirsi mai arrivati sono i consigli che si sente di dare, assieme alla frequentazione di un corso professionale presso una buona scuola, ma consiglia anche di fare pratica come aiuto pizzaiolo magari di un bravo pizzaiolo e non fermarsi mai, di conoscere colleghi, di aggiornarsi sempre e rimanere sempre al passo con i tempi.

Nel 1997 era titolare di una pizzeria ma avendo la figlia piccola, sia lui che sua moglie non riuscivano a dedicarsi pienamente al lavoro ed decisero di cedere lattività.

In futuro si vede un bravo istruttore, capace di trasmettere la sua passione. Gli piacerebbe un giorno essere desempio o dispirazione per qualcuno dei suoi corsisti. Ma la sua ambizione è avere nuovamente una pizzeria sua a conduzione familiare. Attualmente lavora come pizzaiolo in una piccola pizzeria di Reggio Calabria e fa listruttore di pizza acrobatica, pizza artistica e rosticceria presso LAPC ( associazione pizzaioli calabresi) .

La ristorazione è talmente bella che ti tiene impegnato sempre, dalla mattina alla sera ed anche la notte, nelle domeniche e anche nei festivi. Il lato negativo è che a volte potrebbe occupare anche lo spazio per se stessi e per la propria famiglia ma … se è fatto con passione e con la giusta dinamicità diventa vita quotidiana e non più solo lavoro.

In pizzeria nelle feste dei compleanni dei bambini, si traveste da pagliaccio e regalo uno spettacolo di pizza acrobatica. Si rallegra quando i bambini mettono via i cellulari e mettono le mani in pasta anche loro divertendosi con poco come quando era bambino anche lui. Se non facesse il pizzaiolo, farebbe senza dubbio lartista!