Giovanni Russo è un ragazzo solare e caparbio nato a Napoli, classe 1978. Giovanni è figlio, anzi nipote, darte. Tutto ebbe inizio nel 1959, quando sua nonna paterna aprì la sua pizzeria nel centro di Napoli. Una storia e una passione, quindi, che si tramanda di generazione in generazione.

Dì lì, infatti, in famiglia i pizzaioli non si sono più contati.

Giovanni ricorda benissimo che da piccolo passava tanto tempo in quella pizzeria. Gli piaceva lodore della farina, restava affascinato nel vedere il forno acceso, le pizze cuocere, la mozzarella sciogliersi.

La pizzeria di sua nonna diventa il suo campo giochi, una palestra di vita e il luogo della crescita professionale. La pizzeria di famiglia si trovava in via S.S Giovanni e Paolo a Napoli e qui Giovanni passa anni bellissimi, insieme a suo padre, che granzie anche alla sua grande esperienza, scorge in quel figlio ancora ragazzo la passione e il talento.

Già a 5/6 anni Giovanni comincia ad armeggiare con gli impasti. Eancora un gioco, ovviamente, ma un gioco che metterà presto in luce che il ragazzo è portato.

A 12 mette per la prima volta le mani n pasta con lobiettivo di mangiare ciò che avrebbe creato. Ovviamente i primi esperimenti non vanno tutti a buon fine, ma Giovanni è caparbio.

La sua passione prende corpo, dunque, così, per gioco. E si fa sempre più grande.

Pur di lavorare studia poco, conseguendo la licenza media inferiore. Vuole stare in pizzeria il più possibile. La sua pizza, il suo stile, cominciano a prendere forma. Il risultato finale è spesso sorprendente. Si vede che dentro c’è un ingrediente speciale, la passione che ci mette. Per il resto, è una pizza tradizionale, con il classico metodo di lavorazione che prevede 24h di lievitazione e cottura con forno a legna a circa 450 gradi.

Nella scatola dei ricordi, Giovanni trova la nonna, suo padre Giulio, vero maestro e ispiratore di tutto il suo percorso professionale, i tanti collaboratori che si sono succeduti in quella pizzeria. Una girandola di ricordi che lo accompagnerà sempre lungo la strada della sua carriera.

Dopo la licenza media e i primi anni di esperienza lavorativa, cominciano per Giovanni anni di viaggi e spostamenti in giro per lItalia e per il mondo. Giovanni esporta la sua arte, nel frattempo accumula sempre più esperienze e fa nuove amicizie. Vola in Francia, in Grecia, lavora a Parma a Modena. Fino ad approdare a Milano dove lavora da 5 anni come primo pizzaiolo. Sforna migliaia di pizze, costruisce e perfeziona il suo cavallo di battaglia, la pizza Cosacco, una pizza semplice ma dal sapore deciso, condita con pomodoro, origano, aglio, pecorino romano grattugiato e olio.

Sogna di poter tornare allestero, magari lavorare per grandi catene e sfruttare il suo talento e la sua naturale propensione allinsegnamento per affiancare la storia professionale di altri giovani pizzaioli in giro per il mondo. Fare questo mestiere è certamente faticoso, spinge a fare molte rinunce, ma è anche capace di dare molte soddisfazioni.

Nei casi come quello di Giovanni, poi, oltre il talento c’è il destino a indicare la via. Una famiglia di pizzaioli come la sua e un padre, grande maestro come il suo, non potevano che generare unaltra grande passione, come quella di Giovanni.