Giuseppe Piccolo è nato a Napoli nel 1991. Carismatico ed intraprendente è un leader naturale. Spesso una voce fuori dal coro capace di aggregare e fare squadra. Ispira fiducia e, cosa non secondaria, è un grande pizzaiolo.

Attualmente lavora presso il ristorante “Braciami Ancora” sito al centro commerciale Vulcano Buono, Nola (NA)

Il suo, però, non è un lavoro ma una fortissima passione che porta con sé da quando era ancora un bambino, da quando cioè sua nonna con i suoi consigli lo aiutava a conoscere, capire e ammirare i segreti della chimica tra acqua e farina. In casa sua la pizza è arte da conservare e venerare. Da sempre. I ricordi vanno a quando con ammirazione osservava sua nonna creare con certosina minuziosità quel lievito madre che avrebbe poi impreziosito la tavola della sua Famiglia. Crescendo poi ha deciso di portare avanti la passione di sua nonna: a 13 anni ha infornato la sua prima Pizza in una vera e propria Pizzeria (presso la pizzeria “A Mezzanotte” di Marigliano, in provincia di Napoli) grazie all’aiuto del suo Maestro Leandro Genovese, attualmente proprietario della pizzeria “Genovese” di Quarto (NA).

La sua unica e vera Scuola è stata dunque casa sua. Non ha frequentato alcun corso professionale per pizzaioli, ma girato molto per pizzerie dove ha lavorato e imparato molto.. Ha però frequentato un corso dedicato all’apprendimento della lavorazione senza glutine, e frequentato corsi di aggiornamento che si tengono presso l’AIC (associazione italiana celiachia) per andare incontro alle esigenze delle persone intolleranti al glutine e farlo al meglio. Ha girato il mondo e l’Italia, è stato a Weymouth (UK), Londra (presso Piccadilly Circus), Milano, Bologna, Modena, Brescia, Bergamo, Treviso, Verona

Non si può definire “figlio d’arte”, ma sicuramente porta con sé gli insegnamenti di sua nonna.

La sua pizza differisce, a suo parere, dalle altre sicuramente per l’accuratezza messa nella lievitazione accostata alla paziente maturazione e alla buona cottura, tutto ciò accompagnato da prodotti rigorosamente coltivati a km 0.

Ispirato dalle persone umili, lavoratrici e rispettose del proprio mestiere, che ha incontrato nel suo percorso tra cui Angioletto Tramontano e Antonio Tammaro, si è prefissato un obiettivo: aprire una pizzeria tutta sua. Oggi, però, il suo futuro è ancora incerto.

Oggi è responsabile di pizzeria, mansione che ha meritato grazie all’impegno profuso in tanti anni di lavoro e ritengo che il suo lavoro non abbia lati negativi da dover sottolineare, lo fa con passione e tanto basta. Giuseppe ripete sempre che lui non fa il pizzaiolo, lui è pizzaiolo.

Una dichiarazione che vale mille descrizioni.

Il suo primo concorso ha avuto luogo il 23 maggio 2012, ha partecipato infatti all’undicesimo campionato mondiale del pizzaiolo napoletano, riprendendo poi a gareggiare nel 2017, partecipando al quarto campionato nazionale pizza doc” e al “secondo campionato mondiale” a Frosinone.

Non rinuncia a dare un solo consiglio ai ragazzi che decidono di intraprendere la carriera di pizzaiolo: fare tanta tanta gavetta, e amare in ogni momento questo mestiere.

Giuseppe se non facesse il pizzaiolo farebbe il musicista, poiché il musicista con la sue note riesce ad allietare il proprio pubblico, lui invece delizia con le sue pizze . Giuseppe si definisce con orgoglio un portatore di felicità, e non esiste gioia più gratificante di un sorriso soddisfatto di ogni suo cliente.