Nella bellissima Firenze, in via Pietro Carnesecchi, vicino allo stadio Artemio Franchi, c’è un locale, Piccadilly, dove Luca Gavioli ha mosso i primi passi.

Qui il giovane, appena ventenne, fa il cameriere. Ecircondato da persone disponibili e cortesi che lo aiuteranno molto, ognuno per parte sua, a trovare la sua strada. In primis, una cameriera, gentile e cordiale che, vedendolo insoddisfatto , raccoglie le sue confidenze e gli dà lo sprone per andare avanti e cercare di capire quale sia la sua vocazione. Un aiuto immenso per questo giovane ancora inesperto della vita e del lavoro. Il titolare del locale vede in questo ragazzo un talento e gli dà la possibilità di imparare. Anche il pizzaiolo si prodiga in consigli e suggerimenti e gli ha insegnato molto. A cinquanta metri da lì, poi, lavorava un altro pizzaiolo, già noto e con la sua clientela, Ciro Sasso, che prende a ben volere Luca e condivide con lui i segreti del mestiere.

Luca così scopre di amare il lavoro di pizzaiolo, di avere stoffa e di essere portato. Non è da tutti e tutti al Piccadilly sembrano essersene accorti. Quindi comincia lo studio attraverso losservazione del lavoro degli altri, con passione e umiltà.

Ruba con gli occhi piccoli segreti e osserva i vari metodi. Scopre la lievitazione, i processi enzimatici, limpasto e la stesura a mano, la cottura a puntino della pizza. Scopre tutto il processo che lo porta, mescolato al suo innato talento, ad imparare in fretta. Con la pizzeria Piccadilly ha ancora oggi un debito di riconoscenza e non dimenticherà mai il supporto ricevuto in quel locale, soprattutto allinizio, quando non si sa bene dove si sta andando, si teme di sbagliare e si vivono piccole grandi frustrazioni. Imparare un mestiere da zero, infatti, può essere complicato , ma per fortuna Luca incontra le persone giuste nel posto giusto. E poi ci mette del suo. Una grande voglia di fare, umiltà e capacità di arrangiarsi. Si accontenta allinizio, ma sa che verranno tempi migliori. Anche i suoi colleghi di lavoro che nutrono in lui grande fiducia e ripongono molte aspettative, sanno che arriveranno tempi migliori. Quindi si fanno spesso preparare il pranzo da Luca che vince lemozione e si cimenta. Certamente non tutte le ciambelle riescono col buco e i primi tentativi non sono certo riusciti. Le prime pizze , un disastro: una bruciata al lavapiatti, una completamente diversa da quella che aveva chiesto al cuoco, una cruda e scondita alla cameriera. Un flop, insomma. Ma la quarta, quella destinata proprio a se stesso era perfetta, anche al primo tentativo.

Molti del personale della pizzeria si domandano ancora se lo facesse apposta e questo mistero resterà probabilmente insoluto. Quel che è certo è che è in quel locale che è nato un talento che ha una vita davanti a sé. Probabilmente arriveranno premi e concorsi vinti, forse un giorno riuscirà ad aprire un locale interamente suo. Per il momento Luca mette tutto il suo impegno nel suo lavoro, facendosi apprezzare dai suoi clienti per le pizze. Una in particolare lo rappresenta bene: la zia. SI tratta di una pizza bianca, condita con gamberetti e zucchine.

Non ci sono consigli per i giovani. Elui stesso talmente giovane che vuole solo dare a tutti un augurio: incontrare come lui persone gentili che sappiano dare aiuto e consiglio.