Il Cilento, patrimonio dellumanità, da millenni ha ispirato poeti e cantori, è qui che vive e lavora Salvatore Palmigiano, più precisamente ad Ascea.

Salvatore, nato il 29 Settembre del 1985, proviene da una famiglia da sempre attiva nel mondo della ristorazione, la tradizione di famiglia inizia con il nonno di Salvatore, un contadino che aprì un ristorante in cui poter cucinare ciò che produceva nelle sue terre, un ristorante che ebbe molti riscontri positivi, e che con il tempo viene ampliato fino a diventare un piccolo villaggio con albergo, ristorante, pizzeria e centro sportivo.

Salvatore cresce allinterno di questa struttura, già da piccolo ha la passione della cucina, trasmessagli dalla madre, una grande appassionata. Salvatore impara a cucinare aiutando la madre in casa, dopo la scuola, aver fatto i compiti ed aver giocato un po, trascorre con lei il pomeriggio a preparare la cena da servire alla famiglia. Per la scelta della scuola secondaria di secondo grado Salvatore non ha dubbi, si iscrive allistituto alberghiero “Ancel Keys” di Vallo Scalo, seguendo il percorso di cucina. Alletà di quindici anni Salvatore si avvicina al mondo della pizza, imparando il mestiere di pizzaiolo ovviamente nella pizzeria di famiglia, seguendo le orme del padre pizzaiolo, che gli insegna passo dopo passo tutte le tecniche ed i segreti per preparare una buona pizza. Salvatore, avendo già le basi della cucina, impara velocemente il mestiere, seguendo gli ottimi insegnamenti del padre, impara a dosare bene lacqua e la farina per preparare limpasto, lo staglia, stende i panetti dandogli una forma perfettamente circolare e lo cuoce nel forno a legna.

Una volta diplomatosi come chef, si dedica completamente al lavoro di pizzaiolo, acquisendo esperienza lavorativa e migliorando ogni giorno di più, diventando il pizzaiolo del ristorante. Salvatore continua a preparare la pizza seguendo gli insegnamenti del padre, ma non disdegna linnovazione, sperimentando nuove tecniche, a volte andando in contrasto proprio con le idee del padre, sperimentazioni che hanno come unico scopo quello di migliorare la qualità del prodotto finale. Per la sua pizza Salvatore utilizza un impasto semplice con farina, acqua, sale e lievito, facendolo lievitare per circa 24 ore, per poi farcirlo con ingredienti sani e a chilometro zero, così come voleva suo nonno contadino, cuocendo la pizza nel forno a legna con una temperatura intorno ai 450 gradi centigradi. Non di rado gli è capitato di aver a che fare con clienti chiusi mentalmente che non sono disposti ad accogliere il cambiamento, anche se questo significa migliorare, ma Salvatore continua per la sua strada credendo fermamente nelle sue idee ed avendo sempre il supporto della sua famiglia, compreso quello del padre che è orgoglioso di vedere suo figlio mettere passione ed impegno nel suo lavoro.

Salvatore spera di riuscire a portare avanti lattività di famiglia bene quanto lo hanno fatto suo padre e suo nonno prima di lui, cercando di farla crescere ancora di più e di migliorarsi come pizzaiolo per diventare una guida per i più giovani, potendo trasmettere loro le sue conoscenze e la sua passione, così come suo padre ha fatto con lui, e magari trametterle un giorno a suo figlio, per far sì che la tradizione di famiglia continui ancora.