Stephan Guarino, classe 1985, ha una marea di tatuaggi ed un carattere umile ed estroverso. Nato a Capua in provincia di Caserta ora risiede a Waterloo in Belgio. Nel 1998, quando Stephan era al primo anno di istituto alberghiero, suo padre, uomo lungimirante, per cercare di creare un futuro ai propri figli, decide di aprire una pizzeria nel centro di Capua. Dopo la scuola, Stephan stava in pizzeria con la sua famiglia senza togliere gli occhi di dosso a suo padre ed al pizzaiolo che stava dando una mano. Non era figlio darte, suo padre era impiegato in unazienda farmaceutica, ma aveva un certa passione per larte bianca che stava trasferendo ai figli. Guardava tutto, Stephan, cercava di capire . Poi un giorno suo padre, capendo che in Stephan stava nascendo la passione per la pizza, lo invita a dargli una mano, mettendolo su uno sgabello vicino al banco delle pizze: Fammi vedere che sai faregli dice, dandogli in mano un panetto di pasta di pizza. Tremante e emozionato, il ragazzo comincia a stendere la sua prima pizza e da allora ce ne sono stati di sgridate e buffetti dietro la nuca, ma tante cose sono cambiate. Con gli anni quel ragazzo dalle mani che tremavano ha approfondito le conoscenze della farina e vari metodi di impasto, attualmente crea un prodotto con impasti diretti ed indiretti con gradazione di fermentazioni liquide e solide (lievito madre, biga, polisch, e fermentazioni spontanee)creando un prodotto 100% digeribile e fragrante nel gusto. Il suo maestro di vita è stato senza dubbio suo padre e a lui dedicherà la prima pizzeria che riuscirà ad aprire in proprio, un giorno o laltro. A lui sa di dovere tutto. Nel 2003 la famiglia di Stephan è costretta a chiudere la pizzeria per problemi familiari, e suo padre gli consiglia di partire, girare il mondo con uno zaino sulle spalle da riempire di cultura della pizza. Cominciano così anni di esperienze in tante pizzerie. Va in giro per la Campania il ragazzo, con il suo zainetto sulle spalle e si offre in ogni pizzeria che incontra. Cambiare spesso locale era un modo per quel ragazzo di rendere onore alla promessa fatta al padre: imparare quante più cose possibile sul mondo della pizza. Fino a che non arriva il treno che passa una volta nella vita: la chiamata per un lavoro in Belgio. Prese la decisione senza nemmeno pensarci due volte e cosi partì alla volta di Waterloo con il suo zainetto pieno di cultura della pizza. Oggi quel ragazzo che impastava stando su uno sgabello è il responsabile di CIAO PIZZA WATERLOO, una pizzeria che sforna 33.000 mila pizze annue. Si è fatto un nome, ha una professionalità rispettata ed apprezzata. Tanti i maestri pizzaioli che apprezza, ma uno solo è il suo maestro di vita, suo padre che lo guarda dal cielo.