Napoli è una città caratterizzata da mille storie, da antiche famiglie con tradizioni centenarie, tra queste c’è la famiglia Capasso, che poi è diventata Cafasso per un errore allufficio anagrafe, i cui membri svolgono il mestiere di pizzaiolo dal 1778; uno dei discendenti di questa famiglia è Ugo Cafasso nato a Napoli nel 1945, pizzaiolo ancora in servizio presso la pizzeria Cafassoa Fuorigrotta, sposato, con quattro figli, di cui lultimo svolge il suo stesso mestiere.

Il destino di Ugo è già segnato dalla nascita, avendo il padre ed il nonno pizzaioli, a soli dieci anni intraprende la strada che lo condurrà a portare avanti la tradizione di famiglia; a quelletà Ugo abita proprio sopra la pizzeria del nonno a porta San Gennaro, ed il padre ha unaltra pizzeria a Fuorigrotta, quindi una volta acquisita la licenza elementare, la vita di Ugo è dedicata completamente alla pizza.

Ugo impara a preparare la pizza napoletana quand’è ancora un bambino, ce lha nel dna, avere le mani nella farina per lui è la cosa più normale al mondo, il padre gli tramanda tutti i segreti dei suoi antenati sulla pizza napoletana, che a sua volta Ugo tramanderà ai figli.

Ugo cresce nella pizzeria a Fuorigrotta, tutti i suoi ricordi, i momenti felici e quelli tristi sono racchiusi allinterno di quelle mura.

Crescendo Ugo diventa un vero pizzaiolo ed eredita la pizzeria del padre, una grossa responsabilità per lui che non ha ricevuto solo la pizzeria ma una storia centenaria di pizzaioli da portare avanti, è il compimento del suo destino Ugo lo sa, e non ha timore di questa responsabilità, si sente pronto, la pizza per lui è una cosa semplice, i procedimenti di lavorazione li ha imparati da tempo, a volte però cambia la miscelazione delle farine e i tempi di lievitazione, che dovrebbero essere più lunghi possibile, per rendere la pizza soffice e darle un alta digeribilità, la cottura va fatta obbligatoriamente nel forno a legna con una temperatura di circa 450 gradi centigradi, per un tempo di cottura che può variare dai 60 ai 90 secondi.

Le pizze che Ugo ama preparare sono quelle della tradizione, quelle tramandate dai suoi antenati, la margherita e la marinara, anche se non gli dispiace fare delle rivisitazioni, da una rivisitazione della margherita nasce la Doc: filetto di pomodoro, mozzarella di bufala, basilico e olio extra vergine a crudo; la rivisitazione della marinara prevede oltre ai classici ingredienti, pomodoro, aglio e olio laggiunta di tre diversi tipi di pomodorini campani: datterino giallo, datterino rosso e piennolo; oltre le pizze classiche, nel menù della pizzeria Cafassosono presenti anche le pizze esclusive, su tutte c’è la Ciro: provola, filetto di pesce spada affumicato, rucola e scaglie di parmigiano; se invece non volete la pizza potete gustare il Calzone ripieno di scarola, con una crosticina di formaggio grattugiato sopra.

Dopo oltre sessanta anni di onorato servizio Ugo non è ancora stanco, oggi gestisce ancora il locale ereditato da suo padre, di tanto in tanto non può mancare la preparazione di una pizza, che considera come unamica che lo ha accompagnato per tutta la vita, e spera che la pizza farà lo stesso con i suoi discendenti, perché la famiglia Cafasso deve continuare a scrivere la sua storia nel libro delle tradizioni di Napoli.