Vincenzo Gerardo Coppola è nato ad Agropoli in provincia di Salerno, lo possiamo definire ‘pozzaiolo internazionale”, dato che ha girato tutta Europa.Un carattere allegro e determinato e ad appena vent’anni inizia come aiuto cucina in un noto ristorante.

Una sera per caso manca il pizzaiolo e così si è improvvisato pizzaiolo. Da quel giorno la pizza è diventata la sua vita, tutti oramai lo conoscono come Vinci Coppolas.

Non ha mai frequentato corsi, ha semplicemente imparato con umiltà sul campo guardando e ascoltando i consigli dei pizzaioli più . Ancora oggi continua a seguire i loro consigli sentendo ripetersi nelle orecchie le frasi come un mantra. Non è figlio d’arte e nessuno della sua famiglia ha mai intrapreso questo percorso, quindi è un ragazzo che si è fatto da sé, come si suol dire. La sua pizza si adatta alle esigenze del cliente. Se non lavora in Italia ma in altre nazioni, la pizza cambia radicalmente da quella che mangiamo qui in Italia. Si è infatti abituato ad accontentare nel migliore dei modi i clienti: c’è chi la chiede più sottile, chi la vuole croccante con il bordo basso, ma c’è anche fortunatamente chi la chiede made in Naples, e lui ovviamente è ben felice di accontentarlo.

L’impasto che utilizza varia da quello diretto a quello indiretto, usa la tecnica a biga e autolisi, lunga lievitazione con minimo 24 ore per 18 gradi. Gli ingredienti sono i classici: fiordilatte italiano pelati italiani olio extravergine e per le farine utilizza germe di grano pressate a freddo con una piccola percentuale di manitoba nell’impasto. Non è in grado di indicare quale possa essere il suo maestro perché di tutti quelli che ha incontrato ha saputo ascoltare consigli e carpirne i segreti. A tutti è un po’ legato e sogna ancora di arricchire il suo bagaglio, di trovare la nazione giusta per stabilirsi definitivamente. Dopo aver girato in lungo in largo per l’Europa questa è la sua più grande ambizione: un po’ di stabilità . Attualmente lavora per una compagnia di pizzerie in Inghilterra come supervisor di due pizzerie, in precedenza è stato gestore di una pizzeria a Londra e ha posseduto anche una pizzeria in società dove realizzava pizza a metro. Euno di quei pizzaioli che non vede negatività nel suo lavoro. L’unica cosa è la città in cui lavora, Londra, caotica dove per andare al lavoro si impiegano fino a un’ora e mezza.

Anche oggi ogni volta che si cambia una nazione bisogna adattarsi al clima all’ambiente alla cultura diversa e soprattutto imparare la lingua. Far conoscere la vera pizza napoletana, la qualità del prodotto è sempre un’impresa in alcune nazioni però alla fine viene apprezzata e non la vogliono più abbandonare. Finora non ha mai partecipato a concorsi competizioni e per il momento non sembra esserne interessato ma vuole dare un consiglio ai giovani: se si vuole intraprendere questa strada bisogna sacrificare tante cose, compresa la famiglia e gli amici, quindi bisogna essere assolutamente certi.

Ma se c’è passione qualunque difficoltà viene messa in secondo piano. Evero, non ci sono sabato domenica e non ci sono feste, non c’è neanche il tempo di andare al mare si lavora spesso tantissimo ma con grandi soddisfazioni. Ama la pizza classica La Margherita quella tradizionale napoletana e racconta spesso un aneddoto accaduto in Germania: non dimenticherà mai un cliente che gli chiese una pizza ai frutti di mare con panna capperi acciughe ananas zucchine mais e salame piccante, semplicemente una cosa orribile!